Legislazione

 

Normativa ambientale

Gli oli e i grassi vegetali e animali esausti sono una particolare categoria di rifiuto, costituita da tutte le tipologie di oli alimentari esausti (oli di oliva, oli di semi, ecc.) e di grassi di origine animale (ad esempio burro o strutto) o vegetale (ad esempio margarina), usati nella preparazione di cibi (per friggitoria, cottura, condimento o altro), prevalentemente liquidi o semiliquidi, ma anche, in alcune condizioni, solidi.

Noti a livello internazionale come Waste Vegetable Oils (WVO) o come Used Cooking Oils (UCO), in Italia sono anche definiti come “oli di frittura”, in riferimento alla parte preponderante di rifiuto raccolto che deriva dallo scarto di operazioni di friggitoria.

Per tale tipologia di rifiuti, identificata al codice CER 20 01 25, la normativa nazionale prevede un apposito sistema di gestione della raccolta e del trattamento, volto a prevenirne la dispersione incontrollata e i conseguenti impatti negativi sull’ambiente e la salute umana.

La gestione del rifiuto oli e grassi animali e vegetali esausti è disciplinata dal D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”, nella Parte Quarta recante “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati”, e dal D.M. 5 febbraio 1998, recante Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 che annovera al punto 11.11. dell’Allegato 1 Sub-allegato 1 gli oli esausti vegetali ed animali rendendo possibile l’applicazione a tale tipologia di rifiuti dei meccanismi della cessazione della qualifica di rifiuto.

La normativa sui rifiuti contenuta nel D.Lgs. n. 152/2006 costituisce attuazione della direttiva comunitaria 2008/98/CE che, nel perseguire obiettivi di tutela dell’ambiente e della salute umana attraverso la riduzione degli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti, si ispira ai principi di prevenzione, precauzione e sostenibilità.

Il rispetto della normativa nazionale ed europea richiamata impone in primo luogo che la gestione dei rifiuti rappresentati da oli e grassi animali e vegetali esausti avvenga conformemente ai criteri di priorità nella gestione dei rifiuti.

 

Normativa sanitaria

Per quanto concerne la normativa sanitaria, gli oli e i grassi vegetali e animali esausti rientrano nella definizione di “«rifiuti di cucina e ristorazione»: tutti i rifiuti di cibi, incluso l'olio da cucina usato, provenienti da ristoranti, imprese di catering e cucine, compresi quelli delle cucine centralizzate e delle cucine domestiche prevista nell’Allegato I punto 22 del Regolamento (UE) n. 142/2011.

Come previsto all’art. 2(2)(g)(iii) del Regolamento (CE) n. 1069/2009 la normativa sanitaria è applicabile ai rifiuti di cucina e ristorazione se:

i) provenienti da mezzi di trasporto che effettuano tragitti internazionali

ii) destinati all’utilizzo nei mangimi (solo per animali da pelliccia)

iii) destinati a sterilizzazione sotto pressione o alla trasformazione mediante i metodi di cui all’articolo 15, paragrafo 1, lettera b) o alla trasformazione in biogas o compost.

Pertanto sono esclusi dal campo di applicazione della normativa sanitaria (Reg. 1069/2009) e soggetti alla normativa sui rifiuti quando non sono utilizzati/destinati ad un utilizzo/trattamento soggetto alle norme sanitarie.

N.B.: nei casi in cui è applicabile la normativa sanitaria i rifiuti di cucina e ristorazione sono distinti in materiali di categoria 1 e materiali di categoria 3 a seconda della loro provenienza (categoria 1 per quelli provenienti da mezzi di trasporto internazionali (art. 8(f) e categoria 3 (art. 10(p) Reg. 1069/2009)

 

Impiego Energetico

Elaborata dalla Commissione Tecnica 285 "Bioliquidi per uso energetico" del Comitato Termotecnico Italiano (CTI) e pubblicata in data 29 marzo 2018, la norma UNI 11163/2018 definisce la classificazione e le specifiche degli oli e grassi animali e vegetali, dei loro principali intermedi e derivati nonché degli oli e grassi esausti recuperati (UCO) ai fini del loro utilizzo quali biocombustibili per la produzione di energia termica e/o elettrica o materie prime per la produzione di biodiesel.

La norma sostituisce la UNI 11163:2009.